cinevita 11 MAMMA ! carola hohn horn beniamino gigli

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Venditore: Top-Rated Seller endrucomics (8.318) 100%, Luogo in cui si trova l'oggetto: Bologna, Spedizione verso: Worldwide, Numero oggetto: 390315206115 COLLANA CINEVITA ALBI FILM MAMMA ! mother sa vieille maman mutter mamma mia FOTOROMANZO CON RIDUZIONE E ADATTAMENTO DALLA OMONIMA PELLICOLA CINEMATOGRAFICA, PRODUZIONE ITALA FILM / E.N.I.C. , 1941 INTERPRETI : BENIAMINO GIGLI, CAROLA HÖHN, EMMA GRAMATICA, FEDERICO BENFER, CARLO CAMPANINI, UGO CESERI REGIA : GUIDO BRIGNONE IN SECONDA DI COPERTINA : L' AMORE NON TORNA - romanzo di Elisa Trapani IN TERZA DI COPERTINA : IL DRAMMA DELLA CROCIERA -novella di Giuseppe Germano IN QUARTA DI COPERTINA : SOGNARE PER UN' ORA - novella di Mario Zuccari Se come è ben noto ogni scarrafone è bello a mamma soja, per la proprietà transitiva è vero anche che ogni megera isterica e rattrappita è adorata, riverita e venerata dalla sua devota e viziatissima prole maschile, in un morbosissimo e patologico attaccamento simbiotico che rende da sempre ridicola la famiglia italiana agli occhi dei sistemi pedagogici e delle agenzie educative di tutto il mondo. Il tragico siparietto del figlio succube e della madre chioccia e ape regina, castigo e nemesi di tutte le nuore e disperazione e cruccio dei vicini di casa, è lo stucchevole argomento di questa ennesima efferatezza cinematografica perpetrata dal plurirecidivo Giuseppe Brignone, che per l' occasione ottiene in concessione dal mondo della lirica - ovviamente a prestito gratuito con interessi zero - a far la parte del cocco eternamente zavorrato alla sottana della madre, nientemeno che il gorgheggiante tenore Beniamino Gigli, cosmopolita adottivo ma nativo di Recanati, dove fin da piccolo esternava d 'in su la vetta della torre antica tutto il suo immenso e sviscerato affetto per la genitrice che l' aveva concepito, strillando i suoi virtuosismi vocali e le sue strofe d'amore all' indirizzo dell' incolpevole papero solitario. Nata già vecchia, Emma Gramatica veste con disinvoltura e perizia i panni e i cenci della attempata, premurosa, asfissiante e castrante mammina. Sulla colonna sonora del film ed in particolare sulla disgustosa title-track è meglio invece soprassedere. TRAMA IN BREVE : Un celebre tenore (Beniamino Gigli) torna in Italia insieme alla giovane moglie sposata in America, che dopo qualche tempo si annoia della vita provinciale che conduce e si fa corteggiare da un giovane vicino. L'anziana madre tuttavia, per salvare la felicità del figlio, supplica il seduttore di rinunciare al suo proposito. L'amore materno riesce nell'intento: la giovane donna, pentita, ritorna dal marito, ma la mamma, colpita da un attacco cardiaco, muore felice per aver riconciliato i due sposi. La Gramatica (1875-1965) soffre mirabilmente. Musiche di G. Verdi ed Ezio Carabella. Fu girato da Brignone (1887-1959) anche in versione tedesca (Mutter) con gli stessi attori e tecnici. SYNOPSIS : Mario, chanteur célèbre, a épousé Donata qui a été élevée en Amérique. L'histoire commence au moment où Mario et Donata reviennent en Italie dans le domaine de Mario près de Rome. Là vit, en attendant son fils, la vieille maman, Madame Sarni. Sur le bateau qui ramène le couple, Donata a subi les avances d'un jeune Italien, Raymond, qui se trouve le voisin de campagne des Sarni. Plot : Matilde Sarni lives in her villa near Rome. She has a son who has just married Donata and who is coming home after a series of recitals in the States. Mario, her son, is a famous opera singer and he is twenty years older than his wife. Besides Donata doesn't like country life. So when Mario leaves for a tour of recitals and Donata meets Giulio... The film was shot (in Cinecittà) with both Italian and German actors, all appearing in both versions. All German actors are bubbed in the Italian version and vice-versa. The Italian version was released in Italy in February 1940. The German version of the film, known as "Mutter" was released in Germany in July 1941. COLLANA CINEVITA - CINEFOTOROMANZO COMPLETO, ANNO VI N.11 nuova serie anno VII, 26 MARZO 1942 - XX, EDIZIONI EDITAL MILANO, SPILLATO, 12 PAGINE, FORMATO ORIZZONTALE cm. 30,5x21,7, STAMPA INTERNA IN COLOR SEPPIA, CONDIZIONI OTTIME Beniamino Gigli C. A.Bixio – B.Cherubini (1940) Mamma, son tanto felice perché ritorno da te. La mia canzone ti dice ch’è il più bel sogno per me! Mamma son tanto felice… Viver lontano perché? Mamma, solo per te la mia canzone vola, mamma, sarai con me, tu non sarai più sola! Quanto ti voglio bene! Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore forse non s’usano più, mamma!, ma la canzone mia più bella sei tu! Sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più! Sento la mano tua stanca: cerca i miei riccioli d’or. Sento, e la voce ti manca, la ninna nanna d’allor. Oggi la testa tua bianca io voglio stringere al cuor. Mamma, solo per te la mia canzone vola, mamma, sarai con me, tu non sarai più sola! Quanto ti voglio bene! Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore forse non s’usano più, mamma!, ma la canzone mia più bella sei tu! Sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più! Mamma… mai più! Beniamino Gigli (Recanati, 20 marzo 1890 – Roma, 30 novembre 1957) è stato un tenore e attore italiano, uno dei più celebri cantanti d'opera del XX secolo. Beniamino Gigli, al tempo del suo debutto ne La Gioconda ponchielliana (1914). Biografia Gli inizi Nato, ultimo di sei figli, da Domenico, calzolaio e campanaro del Duomo, ed Ester Magnaterra, mostrò sin da piccolissimo grandi attitudini per il canto, venendo accolto a soli sette anni nel Coro Pueri Cantores della Cattedrale di Recanati. La povertà della famiglia lo costrinse a duri sacrifici, ma, tra un'occupazione e l'altra, riuscì a prendere lezioni di canto dal maestro Quirino Lazzarini, organista e direttore del coro della Santa Casa di Loreto. A quindici anni, mostrando voce di contralto, fu scelto a Macerata come protagonista, in vesti femminili, dell'operetta La fuga di Angelica di Alessandro Billi, alla quale seguirono altre buone prove del genere, che convinsero la famiglia a favorirne il trasferimento a Roma nell'autunno del 1907. Dopo una breve parentesi di alcuni mesi di servizio militare in occasione della guerra di Libia del 1912, vinse una borsa di studio e si poté iscrivere finalmente al Conservatorio Santa Cecilia, studiando sotto la guida di Enrico Rosati. Lapide commemorativa dell'esordio professionale di Beniamino Gigli nella Gioconda di Amilcare Ponchielli al Teatro Sociale di Rovigo. Benché agli allievi fosse vietato esibirsi ufficialmente, apparve con lo pseudonimo di Mino Rosai in numerosi salotti romani, riuscendo a guadagnare la rispettabile somma di trecento lire. Il 24 aprile 1914 cantò con il proprio nome alla sala dell'Accademia di Santa Cecilia nella fiaba musicale La principessa dai capelli d'oro di Alessandro Bustini ed il 10 giugno seguente fu ammesso al saggio finale del conservatorio. Il debutto teatrale, dopo aver vinto un altro concorso di canto a Parma, avvenne al Teatro Sociale di Rovigo la sera del 14 ottobre dello stesso anno nella Gioconda di Amilcare Ponchielli. Da lì la carriera fu tutta in ascesa, portandolo a interpretare pressoché tutti i principali ruoli tenorili. Nello stesso periodo si fidanzò con Costanza Cerroni, che sposò nella chiesa romana della Madonna dei Monti il 4 ottobre 1915. Dal matrimonio nacquero i due figli Rina nel 1916, futuro soprano di valore, ed Enzo nel 1919. La carriera Nel 1917 iniziarono le scritture all'estero e nella primavera del 1918 debuttò al Lirico di Milano con la Lodoletta di Pietro Mascagni. Il 19 novembre dello stesso anno esordì alla Scala nel ruolo di Faust nel Mefistofele di Arrigo Boito, sotto la direzione di Arturo Toscanini, attirando l'attenzione dei maggiori impresari d'Europa e d'America. Il 26 novembre 1920 fece l'ingresso al Metropolitan di New York, di nuovo con Mefistofele; fu un successo e il direttore del teatro gli prolungò la scrittura, prima per altri due mesi poi per quattro anni. Fu regolarmente presente al Met per oltre un decennio e il successo statunitense, che si estese a molte altre città, fu favorito sia dall'apprezzamento importante della comunità italiana che dalla dichiarazione perentoria di Enrico Caruso, che vide in lui il proprio successore. Il 2 agosto 1921 Caruso morì e la stagione del Metropolitan, da lui inaugurata per diciotto anni, lo fu quell'anno da Gigli con La traviata di Giuseppe Verdi. Altro importante debutto fu il 27 maggio 1930 al Covent Garden di Londra. Nel 1932 la collaborazione con il Metropolitan si interruppe in seguito alla riduzione dei compensi dovuta alla grande crisi economica americana, e Gigli tornò in Italia cantando per la prima volta al Teatro dell'Opera di Roma, al quale dedicò gran parte dell'attività successiva. Fu presente inoltre, fino allo scoppio della guerra, nelle altre principali città europee (di particolare rilevanza l'esordio in Aida a Vienna con la direzione di Victor De Sabata nel 1936) e in Sudamerica. Sempre nel 1932 incontrò Lucia Vigarani, con la quale ebbe una relazione segreta dalla quale nacquero tre figli: Giovanni nel 1940, Gloria nel 1942 e Maria Pia nel 1944. In seguito, con l'avvento del sonoro, approdò anche al cinema, girando una serie continuativa di sedici film dal 1935 al 1950, malgrado gli evidenti limiti di una fotogenia non proprio ideale e di una recitazione alquanto convenzionale. Piastrella autografata da Beniamino Gigli sul muretto di Alassio. Dopo la liberazione si ritirò temporaneamente dalle scene, ritornandovi nel 1946, ancora in grado d'entusiasmare il pubblico nonostante l'età non più verde. Fu poi costretto per motivi di salute (era affetto da diabete) ad interrompere dapprima le produzioni teatrali e poi i concerti, l'ultimo dei quali, a livello ufficiale, fu alla Carnegie Hall di New York il 20 aprile 1955. Nelle ultime tournée venne a volte accompagnato dalla figlia Rina, che al suo fianco aveva avuto un notevole successo al Teatro Regio di Parma nel 1943 in Traviata. Incoraggiato dall'amico Adriano Belli, Gigli si era recato nei primi mesi del dopoguerra presso Padre Pio da Pietrelcina, per un consiglio di ordine morale. Il famoso frate inizialmente gli ingiunse di troncare drasticamente ogni relazione extraconiugale, poi raccomandò che la carità si esercitasse anche con i figli naturali, che in effetti ebbero la loro parte di eredità. Si spense all'età di sessantasette anni nella sua abitazione di via Serchio a Roma, stroncato da un arresto cardiaco, avvenuto in seguito ad una polmonite. I funerali si svolsero in Oratorio di Santa Maria Addolorata in Trastevere; riposa nella tomba di famiglia a Recanati. Durante la vita venne di frequente paragonato a Enrico Caruso, e alla definizione talvolta datagli di "Caruso Secondo" soleva rispondere di preferire quella di "Gigli Primo". Fu accompagnato nella carriera, fin dagli esordi, dal suo agente e segretario particolare Amedeo Grossi, che con la moglie Barbara curò anche un monumentale archivio oggi custodito presso il Museo Gigli di Recanati. Note vocali e artistiche Per quanto sterile sarebbe il voler stilare una "classifica" dei principali cantanti del novecento, non v'è dubbio che la voce di Gigli vada considerata una delle più belle, non solo di tenore, del secolo scorso: omogenea, dal raro timbro che univa smalto e morbidezza, musicalissima, non amplissima ma eccezionalmente dotata di armonici naturali, a tutt'oggi inconfondibile anche al primo ascolto di uno dei numerosissimi dischi lasciati dall'artista. Alle doti naturali seppe unire una tecnica agguerrita, in particolare nell'emissione "mista" del falsettone, nella quale rimane tuttora probabilmente insuperato. Sul piano interpretativo, pur risentendo, come quasi inevitabile, del gusto veristicheggiante prevalente al tempo (a cui aggiunse una caratteristica nota di emotività esteriore), che risulta in diversi casi incompatibile con il gusto moderno, profuse sempre una costante tensione drammatica, senza mai mostrare freddezza o indulgere alla routine. Esordì come tenore lirico e di grazia di gusto ottocentesco, con qualche difficoltà nel completo dominio degli acuti a voce piena (è noto ad esempio che, nelle recite di esordio ne La Gioconda, evitò per alcune serate il si bemolle di tradizione alla fine del brano più celebre, deludendo una parte del pubblico), divenendo rapidamente il più noto esecutore del repertorio donizettiano fino al secondo dopoguerra, con memorabili prove, tra le altre, ne L'elisir d'amore e Lucia di Lammermoor. Si distinse poi nel repertorio verdiano di stampo lirico decisamente consono alla sua vocalità (La traviata, Rigoletto, Un ballo in maschera), oltre che nel repertorio francese (eseguito a quei tempi in italiano), in cui spiccano Faust e Manon. Non va dimenticato inoltre il Puccini di Bohème, Tosca e, più avanti in carriera, Manon Lescaut. Affrontò nella seconda parte della carriera anche la parti verdiane vocalmente più onerose di Aida, Il trovatore, La forza del destino, dando risalto soprattutto agli aspetti amorosi ed elegiaci, che pure sono presenti in tali ruoli. Fu poi eccellente interprete del verismo, in gran voga all'epoca, distinguendosi in particolare in Andrea Chenier, Pagliacci e Cavalleria rusticana, incisa sotto la bacchetta dello stesso Mascagni. La sua fama planetaria è anche dovuta alle innumerevoli canzoni e romanze da salotto, interpretate frequentemente nei film, tra le quali vanno ricordate quantomeno le celebri Mamma e Non ti scordar di me.Carola Höhn Classe 1910, Carola Höhn nasce a Wesermünde (Germania) sotto il segno dell' Acquario. La sua principale attività nel mondo del cinema è stata quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Mamma (1941) di Guido Brignone dove ha interpretato la parte di Donata Sarni. Nel 1941 ha inoltre lavorato con Guido Brignone per la realizzazione del film Beatrice Cenci dove ha interpretato la parte di Beatrice Cenci. Carola Höhn ci lascia all'eta di 96 anni spegnendosi in una triste giornata del 8 Novembre 2005 a Grünwald (Germania). Date of Birth 30 January 1910, Wesermünde, Germany [now Bremerhaven, Germany] Date of Death 8 November 2005, Grünwald, Munich, Germany (natural causes) Birth Name Karoline Minna Höhn Spouse Gerd Lange (1966 - 1991) (his death) Arved Crüger (September 1941 - 25 March 1942) (his death) 1 child Trivia Received acting lessons from Julia Serda and Hans Junkermann in Berlin. German dubbing voice of Katharine Hepburn, Ava Gardner, Maureen O'Hara and Hedy Lamarr. Beside her acting jobs, she ran a fashion store and wrote articles for "Film und Frau" magazine. Emma Gramatica : attrice (1875 - 1965) Sorella di Irma, si dedicò al teatro con costanza, lottando contro quanti la sconsigliavano di dedicarsi all’arte, ritenendola poco dotata. Con forza di volontà studiò quasi da autodidatta divenendo una delle attrici più colte del suo tempo e vincendo faticosamente la sua scommessa. Esordì con la Duse, per passare poi alle compagnie Rosaspina-Montrezza, L. Biagi, Reinach-Talli, Zacconi, con il quale fu primattrice (1900) ed in seguito Novelli, Andò-Di Lorenzo, Orlandini-Fabbri. Sue furono le interpretazioni di alcuni dei ruoli femminili più applauditi dei suoi tempi, Anime solitarie, Il Vetturale Henschel e Rosa Bernd di G. Hauptmann; Le gelosie di Zelinda e di Lindoro di C. Goldoni; La samaritana di Edmond Rostand; Casa di bambola e Hedda Gabler di Ibsen. Spesso amava recitare anche en travesti, cimentandosi perfino nel ruolo di Amleto. Un vero trionfo fu Marcia Nuziale di H. Bataille, dove recitò al fianco di Ruggeri dal 1906 al 1909. Con Orlandini si specializzò negli autori del Nord-Europa: fece conoscere G. B. Shaw (di cui fu interprete in Candida, nelle vesti maschili di Marchbanks), Non si sa mai, La professione della signora Warren. Fra gli italiani interpretò Pirandello (Ma non è una cosa seria), D’Annunzio (La città morta, Il sogno di un mattino di primavera), Ludovici (La donna di nessuno, Tobia e la mosca), Rosso di San Secondo (Tra vestiti che ballano). Grazie alla sua versatilità nelle lingue recitò spesso all’estero, in Germania e in Argentina, dove rimase due anni dal 1947 al 1949. Tornata in Italia nel 1950 riprese la sua attività teatrale e si dedicò anche alla Televisione. Intellettualmente curiosa, aperta alle interpretazioni più diverse (a volte anche poco confacenti al suo temperamento, come nel caso di Shaw), con la maturità riuscì a passare dai ruoli più romantici a quelli più venati di un lucido verismo (come nelle sue versioni di Ibsen), venati a volte da accenti di sincera poeticità. Nacque a Borgo San Donnino (oggi Fidenza), nel 1874, uno dei volti più noti del teatro e della televisione dei primi anni del secolo scorso Emma Gramatica (Borgo San Donnino 25 ottobre 1874 – Ostia, 8 Novembre 1965) 25 ottobre 2009 - Emma Gramatica, figlia di un suggeritore e della sarta teatrale di Eleonora Duse, frequentò i palcoscenici fin dalla prima infanzia ed insieme alla sorella Irma dedicò la sua vita totalmente al teatro, guadagnandosi un posto in primo piano sulla scena italiana. Il suo debutto avvenne quando era ancora adolescente, accanto alla Duse nella “Gioconda” di Gabriele d’Annunzio (1899), e di li a poco Ermete Zacconi la assunse come prima attrice (1900). Emma fu prima attrice nelle compagnie dei più prestigiosi teatri del primo Novecento, e si impegnò ad ampliare il repertorio italiano introducendo autori stranieri. Predilesse gli scrittori nordici, in particolare Henrik Ibsen, e fece conoscere agli italiani le commedie di George Bernard Shaw. Il suo carattere deciso, associato ad una grande versatilità e naturalezza, le consentì di interpretare un repertorio estremamente vario tanto che dal 1916, a capo di proprie compagnie, fu applaudita anche all’estero (Francia, Germania, Ungheria, Spagna). Dai primi anni ’30 furono frequenti le partecipazioni alla prosa radiofonica EIAR e successivamente RAI. In età avanzata intraprese con successo la carriera cinematografica e televisiva. Tra le interpretazioni sul grande schermo, in tutto una decina, si ricordano “Sissignora (1941), “Le sorelle Materassi” (1943), “Miracolo a Milano” (1951) di Vittorio de Sica e "Don Camillo monsignore…ma non troppo" (1961). Emma Gramatica in una foto del 1907. «Venez, mademoiselle, venez, vous êtes comme les anges, qui n’ont pas de derrière!», così disse Anatole France a Emma Gramatica che, poco più che ventenne, ebbe l’occasione a Palermo di viaggiare con lui in automobile, ma temeva di essere troppo ingombrante sul sedile. Emma era nata a Borgo San Donnino il 22 marzo del 1874, seconda figlia del suggeritore e della sarta di Eleonora Duse. La sorella Irma, altrettanto famosa, era nata a Fiume, e l’altra sorella Anna a Messina. Esordisce ancora bambina nella compagnia della Duse affermandosi poi definitivamente come prima attrice nel 1900. Volontà di ferro, versatilità e naturalezza sopperiscono alla mancanza di avvenenza ed alla sua voce chioccia consentendole di affrontare un vasto repertorio, passando dai ruoli romantici d’inizio carriera al teatro interpretando opere drammatiche di H. Ibsen, H. Bataille e G.B. Shaw. Nel cinema è stata interprete di numerosi film dal 1919 agli anni ’50. Poco più che novantenne è morta nel 1965 al Lido di Ostia. Non mi risulta che la sua città di nascita Borgo San Donnino, oggi Fidenza, le abbia dedicato una via o una piazza. Se è così, forse è il caso di farlo. Fu applaudita a Fidenza nel 1953 e, in quella occasione, un altro fidentino illustre, Nullo Musini, così ne ricostruì la figura e la carriera in un articolo apparso sul periodico locale Il Risveglio di cui trascrivo la prima parte. Cliccando sull’immagine per ingrandirla, si potrà leggere tutto. Ambrogio Ponzi La regina della scena italiana Fidenza ha avuto recentemente la fortuna di ascoltare ancora una volta, dopo una lunga parentesi, la voce armoniosa di Emma Gramatica, di questa nostra grande attrice che qui ebbe i natali. Anima sensibilissima da cui emana largo e spontaneo il più fine senso di femminilità, appassionata e fremente, tenera e vibrante, quante battaglie ha dovuto affrontare, quante lotte ha dovuto sostenere per affermare la sua personalità e per giungere al traguardo della gloria! Ad una ad una, ha dovuto cogliere le foglie d’alloro, senza mai ricorrere ai mezzi reclamistici e senza nulla chiedere alla Dea fortuna. Fermezza nel volere, costanza nel perseverare, tenacia nello studio, furono i capisaldi della vita artistica di Emma Gramatica, che pur dalla natura ebbe sì largo dono d’intelletto. Tempra artistica, squisitamente sensibile, esuberante di passione sotto il velo di una dolce melanconia scolpito fra le pieghe del suo volto ricco di luci e di ombre, tutto lo sforzo della sua esistenza fu teso ad un unico fine: quello di tradurre sulla scena la realtà della vita, innalzando il teatro di prosa al più alto e puro significato d’arte. Realista nello studio e nella ricerca, realista alla ribalta. SE IL LESSICO E' AGONIZZANTE, SALVIAMO IL MONDO DALLE TENEBRE CON LA LUCE DEL VOCABOLARIO E CATECHIZZIAMOCI A VICENDA. SPRECATE ANCHE VOI GLI AGGETTIVI E I SOSTANTIVI INSIEME A NOI : SONO TUTTI GRATIS E NON COSTANO NULLA, SEMPRE REPERIBILI PRATICAMENTE OVUNQUE, ECOLOGICI E RICICLABILI, BUONI PER QUALSIASI CLIMA E STAGIONE, APPETITOSI E FACILMENTE DIGERIBILI, DISPONIBILI IN TUTTE LE TAGLIE , MODELLI E COLORI.MANDATELI IN REGALO AI VOSTRI AMICI E AI VOSTRI PARENTI, DESTINATELI NELLA VOSTRA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AL POSTO DELL' OTTO PER MILLE, POTETE ADOPERARLI ANCHE IN BAGNO INVECE DELLA CARTA IGIENICA, USATELI PER FARE LA CARITA' AI LAVAVETRI, AGLI ZINGARI E AI BARBONI, ANCHE A VOSTRA MOGLIE/MARITO E ALLA VOSTRA RAGAZZA/O PER SAN VALENTINO FATEGLIENE UN BEL MAZZO COSI', SE QUALCHE INFELICE COI NERVI ESAUSTI E LOGORI AL SEMAFORO VI SUONA IL CLACSON, VI OFFENDE E VI MALEDICE AIUTATELO A RITROVARE IL GIUSTO EQUILIBRIO E LA DIMENSIONE OTTIMALE DI REALTA' ATTRAVERSO LA SCELTA E IL SUGGERIMENTO DEGLI AGGETTIVI PIU' GIUSTI, CONSONI ED APPROPRIATI . GARIBALDI E CAVOUR HANNO FATTO L' ITALIA, POI ALBERTO MANZI E GIANNI IPPOLITI HANNO FATTO GLI ITALIANI INSEGNANDO LORO CON PAZIENZA A LEGGERE, SCRIVERE E FARE DI CONTO, ADESSO CHE LA NOSTRA NAZIONE E' ORMAI (QUASI) DEL TUTTO ALFABETIZZATA, AGGETTIVIZZIAMOLA !!! I TEMPI IN CUI VIVIAMO SONO SEMPRE PIU' DURI, E ANCHE SOPRAVVIVERE SU EBAY STA DIVENTANDO OGNI GIORNO PIU' DIFFICILE. SE VOLETE CONTINUARE A DELIZIARVI O INFURIARVI LEGGENDO E USUFRUENDO DELLE NOSTRE ATIPICHE ED INCONVENZIONALI INSERZIONI, VISTO CHE NON COMPRATE MAI NULLA, AIUTATECI ALMENO CON IL VOSTRO APPOGGIO E IL VOSTRO SOSTEGNO, PER UNA VOLTA TANGIBILE E COMMENSURABILE. ACCETTIAMO OGNI FORMA DI CONTRIBUTO E SOVVENZIONE, AL LIMITE ANCHE DANARO, MA VANNO BENE PURE PROSCIUTTI, FORMAGGI, SIGARETTE, BUONI PASTO, BIGLIETTI DEL TRAM, LIQUORI , POLLAME E ORTAGGI. Il 23-nov-12 alle 23:18:20 CET, il venditore ha aggiunto le seguenti informazioni sull'oggetto: Condition: Ottime condizioni, Periodicità di pubblicazione: settimanale / weekly, Mese di Pubblicazione: Marzo / March, Anno di pubblicazione: 1942, Soggetto: lacrime, sudore e secrezioni varie, Nome della testata: CINEVITA ALBO FILM, Lingua: Italiano / Italian, Soggetto pubblicazione: fotoromanzi strappalacrime e stritolapalle, Tipo di pubblicazione: PHOTOSTORY / CINEROMANZO

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